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Arte, enogastronomia, esperienze

SCOPRI IL SALENTO 2026-27

OSTUNI - LECCE - GALLIPOLI - OTRANTO - CASTRO - SANTA MARIA DI LEUCA - GALATINA - GALATONE - NARDO’ - BRINDISI

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Plus Guiness

  1. hotel 4 stelle sup
  2. bevande incluse ai pasti
  3. 2 pranzi tipici in ristorante
  4. tasse di soggiorno incluse
  5. viaggiare in modo esclusivo con massimo 30 persone



Perché questo viaggio?

  1. per conoscere l’incanto del barocco leccese
  2. per visitare a fondo questa terra meravigliosa con laboratori e opifici
  3. per scoprire i tesori di Galatina, Galatone, Castro, Otranto, Nardò


“Lu Salentu: lu sule, lu mare, lu ientu”. 

Nella terra del Salento vi è un detto dialettale un tempo noto soltanto tra gli abitanti del posto ed oggi diventato di gran moda anche al di fuori dei confini locali, vista la vocazione turistica del territorio che ne ha permesso la diffusione rendendolo così noto a tutti gli italiani. Il detto è “Lu Salentu: lu sule, lu mare, lu ientu”, cioè, in italiano, “Il Salento: il sole, il mare, il vento”. Questa breve espressione, per quanto possa sembrare semplicistica, racchiude in modo sintetico ed efficace tre delle caratteristiche maggiori che contraddistinguono questa terra. Il sole del Salento è tra i più torridi ed insieme più splendenti “soli” che si possono vedere e sentire in Italia. Paragonabile per calura estiva soltanto a quello siciliano, questo tipo di sole è entrato a far parte del DNA di ogni abitante salentino. Potete dimenticare completamente i raggi che riscaldano debolmente sulle aree montagnose, così come potete scordare la versione del “sole offuscato” tipico delle grandi città e delle grandi pianure, vuoi per inquinamento e polveri sospese, vuoi per nebbia. Il sole nel Salento torna ad essere il Sole, con la S maiuscola! Splendido ed imperante, signore assoluto del cielo, sempre brillante e senza alcun tipo di alone. Il mare è stato la prima fonte di sostentamento dei salentini, fin dai tempi antichissimi dei Messapi, quando il porto di Ugento era uno dei più grandi d’Italia nel regolare i traffici delle rotte commerciali marittime del Salento e gli abitanti potevano vivere sulle coste soltanto come pescatori. Oggi non è più così, il mare è diventato soprattutto la risorsa per eccellenza del turismo estivo, senza però perdere un millesimo della propria poesia. La particolare posizione geografica del Salento fa sì che le coste e l’entroterra siano spesso e volentieri esposte ai venti. Di scirocco quando provengono dal continente africano e di tramontana quando soffiano da nord. Quando a Trieste soffia la bora, nel Salento vi è tramontana, perché lo stesso vento arriva attutito dalle centinaia di chilometri che nel frattempo ha dovuto percorrere. Il vento è croce e delizia del Salento. Senza, il calore del sole d’estate diventa insopportabile, ma quando è troppo forte diventa difficile restare sulle spiagge, con la sabbia che “vola” anche fino all’altezza degli occhi di una persona in piedi. L’ideale è la situazione più tipica: una leggera brezza che soffia da nord o da sud. Vento caldo, lo scirocco. Vento fresco, la tramontana. Una sorta di “condizionatore naturale” che decide di volta in volta come coccolare gli abitanti. Perché, quando il vento è venticello, diventa sicuramente un piacere.

Otranto, il paese più a est d’Italia, è un’affascinante cittadina sul mare con un borgo tra i più belli d’Italia e situata in una zona davvero unica, il Salento. Otranto è la Puglia autentica, dove le spiagge si alternano a una natura splendida. Otranto vale la pena di essere visitata, così come tanti altri borghi della Puglia, per godere della sua atmosfera tutto l’anno. Il centro di Otranto è affascinante e unico e da vedere assolutamente: le case bianche, una sull’altra, si affacciano su un dedalo di stradine lastricate tra panni stesi, negozi di artigianato e attività storiche. Una passeggiata di giorno vi lascerà senza fiato ma è al tramonto che i colori del centro di Otranto si fanno davvero unici, tutti da godere.

Mentre siete in centro, regalatevi qualche istante per visitare la Cattedrale di Otranto. Costruita nel 1088, è famosa per il suo stile semplice che bene si sposa con il resto dell’architettura cittadina e contiene le spoglie delle 800 persone uccise durante l’invasione turca. Il pavimento a mosaico è davvero memorabile, segno della vicinanza di Otranto all’Oriente.


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