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INDIA DEL NORD 2025-26

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Plus Guiness

  1. early check in all’arrivo a Delhi
  2. hotel 4/5 stelle
  3. cene a buffet in hotel
  4. giro in risciò nella città vecchia di Delhi e Jaipur
  5. escursione in jeep al Forte Amber
  6. escursione in barca sul Gange a Varanasi
  7. cerimonia del Ganga Aarti a Varanasi
  8. guida al seguito per l’intero tour
  9. 1 visita by night con guida a Jaipur
  10. tutti gli ingressi previsti inclusi
  11. viaggiare in modo esclusivo con massimo 25 persone


Why this tour?

  1. per visitare le principali attrazioni del Rajasthan
  2. per ammirare a Khajuraho “i templi con le sculture erotiche”
  3. per emozionarsi a Varanasi, il luogo più sacro dell’India


Varanasi, la visita che vale il viaggio, il luogo più sacro dell’India, punto di approdo per milioni e milioni di pellegrini. Qui, la vita scorre così come la morte. La spiritualità si avverte nei gesti, nelle lamentazioni e nelle espressioni delle persone, lasciando una sensazione di intensa vibrazione emotiva. È da un’imbarcazione che solca lenta il Gange, il fiume simbolo del paese, che bisogna visitare Varanasi, per avvertirne il ritmo magnetico e avvolgente: i colori, il fumo delle pire dove vengono cremati i defunti, i vivi che si bagnano nelle acque per purificarsi, le persone che si assiepano lungo i ghat mossi da diverse esigenze. Non c’è India senza Varanasi, senza il luogo dove il misticismo si legge nello sguardo dei pellegrini, nell’energia spirituale che anima i loro gesti. Non si può rimanere indifferenti di fronte a uno spettacolo che abbina gli estremi dell’esistenza: la vita e la morte. Allontanandosi dal fiume, si trovano monumenti e templi sacri, come quello di Durga e Vishnavath, o si incontrano invece luoghi profani, come il Chowk, il bazar più animato della città. Appena fuori, a circa 6 km, sorge invece il Sarnath, uno dei luoghi più venerati del buddismo mondiale, dove Buddha ha svolto la primissima fase della sua predicazione.

Khajuraho, il sito noto per i suoi templi, fa parte del patrimonio storico e culturale di questo grande paese e iscritto dal 1986 nella lista Unesco. Costruiti tra il 10° e l’11° secolo d.C., i templi rappresentano un inno alla gioia e alla naturale disposizione alla sensualità umana. Le figure scolpite non lasciano spazio all’immaginazione e descrivono accuratamente modi e consuetudini legati all’erotismo. I templi sono costruiti in pietra arenaria e sono pervasi dallo spirito tantrico che caratterizza la religione induista. Secondo la tradizione tantrica, l’appagamento dei desideri è uno dei modi per accedere al Nirvana, alla beatitudine completa. L’unione individuale è il mezzo per fondersi con il nucleo dell’energia cosmica. Statue e bassorilievi sono di notevole valore artistico e sono la rappresentazione artistica di questo importante concetto della cultura indiana. Salta subito all’occhio il gioco seducente di vegetazione e pietra: la natura si è insinuata attorno e, a volte, anche all’interno dei templi, suggerendo un rapporto di suggestiva continuità tra l’ambiente naturale e l’opera dell’uomo. Ammirando più da vicino le figure scolpite, ci si rende conto che ad essere ritratti non sono solo divinità ed esseri sovrannaturali, ma anche musicisti, danzatrici, guerrieri, artigiani e animali. Le figure erotiche possono essere di tre tipi, differenti per posizionamento e proporzioni: le più grandi e in piena vista sono fanciulle sensuali (le cosiddette apsara); molto più piccole sono le coppie di amanti (in genere nominate mithuna), coinvolti in atteggiamenti affettuosi o intimi; infine ci sono piccoli fregi con le scene che si possono definire più erotiche.


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